ΜΑΡΤΙΑΙ ΕΙΔΟΙ IDI DI MARZO DI COSTANTINO KAVAFIS




IDI DI MARZO DI COSTANTINO KAVAFIS






Riporto in questo articolo una poesia famosa di Kavafis ispirata ad un celeberrimo passo tratto dalla Vita di Cesare di Plutarco (65), che ispirò anche il Giulio Cesare di Shakespeare (III, sc. I). In aggiunta alla mia traduzione dal greco moderno fornisco un breve commento linguistico. Ecco il testo di Plutarco: 





"Anche Artemidoro un professore di eloquenza greca nativo di Cnido e per questo fatto entrato in confidenza con alcuni dei compagni di Bruto così da conoscere gran parte di quanto tramavano contro Cesare, si fece avanti con in mano un piccolo rotolo di papiro, dove aveva scritto tutto ciò che intendeva rivelargli. Ma vide che Cesare, ogni rotolo che riceveva, lo passava ad uno dei suoi segretari che aveva al suo fianco. Perciò gli si fece vicino più che potè e disse: «O Cesare questo leggilo tu solo e prontamente. Contiene notizie di straordinaria importanza per te ». Cesare lo prese e disse che l’avrebbe letto , se non ne fosse stato impedito dalla ressa della gente che si faceva avanti. Più volte tentò, ma alla fine entrò in Senato tenendo stretto in mano e conservando, di tutti quel foglio solo."



Τα μεγαλεία να φοβάσαι, ω ψυχή.
Και τες φιλοδοξίες σου να υπερνικήσεις
αν δεν μπορείς, με δισταγμό και προφυλάξεις
να τες ακουλουθείς. Κι όσο εμπροστά προβαίνεις,
τόσο εξεταστική, προσεκτική να είσαι.
Κι όταν θα φτάσεις στην ακμή σου, Καίσαρ, πια·
έτσι περιωνύμου ανθρώπου σχήμα όταν λάβεις,
τότε κυρίως πρόσεξε σα βγεις στον δρόμον έξω,
εξουσιαστής περίβλεπτος με συνοδεία,
αν τύχει και πλησιάσει από τον όχλο
κανένας Αρτεμίδωρος, που φέρνει γράμμα,
και λέγει βιαστικά « Διάβασε αμέσως τούτα,
είναι μεγάλα πράγματα που σ'ενδιαφέρουν»,
μη λείψεις να σθαθείς· μη λείψεις ν'αναβάλεις
κάθε ομιλίαν η δουλειά· μη λείψεις τους διαφόρους
που χαιρετούν και προσκυνούν να τους παραμερίσεις
(τους βλέπεις πιο αργά)·ας περιμένει ακόμη
κ'η Σύγκλητος αυτή, κ'ευθύς να τα γνωρίσεις
τα σοβαρά γραφόμενα του Αρτεμιδώρου.



Temi la grandezza, o anima.
E le tue ambizioni se non puoi vincerle,
con esitazione e circospezione
seguile. E quanto vai avanti,
tanto cerca di essere indagatrice attenta.
E quando giungerai al tuo culmine, Cesare, ormai,
quando di celebre uomo l'immagine prenderai,
allora soprattutto fai attenzione nell'uscire in strada,
dominatore ragguardevole con la scorta,
se ti si avvicina dalla folla
un qualche Artemidoro, che ti porta una lettera,
e ti dice con tutta fretta “Leggi subito queste cose,
si tratta di questioni importanti che ti riguardano”,
non tralasciare di fermarti! Non tralasciare di differire
ogni discorso ed impegno! Non tralasciare di rimuovere
le molte e diverse persone che ti salutano e ti si prostano
(li vedrai più tardi). Ed il Senato che aspetti pure,
e subito vieni a conoscenza della gravi cose di Artemidoro!









να φοβάσαι si tratta di un imperativo presente di φοβάμαι (In realtà, formalmente, è un congiuntivo!)


τες = τις


θα φτάσεις = futuro istantaneo di φθάνω-φτάνω <>
Nella lingua greca moderna il verbo significa:
    -arrivare, giungere, avvicinarsi
    -bastare Es. δεν φτάνουν τα χρήματά μου= non mi bastano i soldi.
Nella lingua antica φθάνω, attestato già nei poemi omerici, significava originariamente “giungo prima”, “prevengo”. Molto frequente era la costruzione del verbo con un participio (in tal caso φθάνω si può rendere con un avverbio “prima”).
Es. Hom., Od., XXII 91 μιν φθῆ βαλών =lo colpì prima


κανένας si tratta di pronome indefinito κανένας καμιά κανένα. Ha due valori fondamentali: nessuno (con verbo negativo) e qualcuno in frase affermativa. Si declina come ένας, μια, ένα.



κάθε = “ogni” è indeclinabile.

continua.......

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