SINTESI DEI PRECEDENTI CONTRIBUTI

SINTESI DEI PRECEDENTI CONTRIBUTI

Nel contributo del 13 febbraio ho presentato un testo di Seferis dedicato al protagonista dell'Odissea omerica. Seferis ha rievocato lo spettro di questo grande personaggio (sarebbe giusto parlare di epifania), lo ha descritto in termini decisamente concreti (gli occhi rossi, i calli) ed ha sottolineato l'esperienza umana dell'eroe, il dolore per la perdita dei compagni e l'esperienza del dialogo con i morti.
Come si è visto quasi ogni riferimento ad Odisseo trova un preciso riscontro nel poema omerico: gli episodi del Ciclope, delle Sirene, Scilla, Cariddi, il cane Argo e l'inganno del cavallo di legno. In questa rivisitazione del mito di Odisseo Seferis non ha fatto altro che proporre uno dei temi più frequenti della sua poesia: il rapporto fra gli splendori della Grecia antica e lo stato di decadenza della Grecia moderna. Nelle pagine di Seferis, infatti, personaggi del mito, luoghi geografici antichi e siti archeologici (Micene, Tera, l'antica Asìne) vengono messi in relazione a ciò che essi sono diventati all'epoca del poeta, facendo in tal modo sorgere inquietanti domande in merito al senso dell'identità ellenica (“la Grecia viaggia” dice il poeta in un famoso componimento).

Si è arrivati a proporre questa poesia di Seferis a partire da Itaca di Kavafis, il poeta greco che ho scelto per presentare alcune caratteristiche della lingua greca moderna. La problematica che ho voluto seguire, senza alcuna pretesa di completezza, era la presenza di episodi omerici nella poesia di Kavafis. A tal proposito sono state proposte le seguenti poesie:

-Troiani
-Il funerale di Sarpedone
-I Cavalli di Achille
-Itaca

Per quanto riguarda l'aspetto linguistico è stato detto:

-il greco è la lingua indoeuropea di più lunga tradizione (dai Micenei ad oggi).

-anche se esistono differenze notevoli fra la lingua antica e quella moderna (sintassi, lessico, pronuncia), non è dato trovare uno iato nella storia della lingua greca, dato che è una lingua che ha conservato i suoi tratti essenziali dall'età antica ad oggi (si pensi, ad esempio, alla conservazione dell'antica opposizione fra durativo ed istantaneo!!).

-Nel 1982 la lingua popolare, δημοτική, è diventata lingua ufficiale dello stato greco. Ciò ha comportato l'adozione di un nuovo sistema di accentazione (il sistema unitonico): non vengono più segnati gli spiriti (si ricordi che a partire dall'età ellenistica è stata osservata la tendenza alla scomparsa dello spirito aspro. Di conseguenza, l'utilizzo degli spiriti per la lingua moderna era semplicemente un forzato rifarsi all'antico senza nessuna effettiva motivazione pratica!) ed è previsto solo l'accento acuto. In generale i monosillabi non hanno accento, a meno che non esistano due forme uguali ma di significato diverso (ad esempio πως congiunzione e πώς avverbio di modo).

-a livello di lessico il greco eredita una tradizione linguistica enorme: radici dell'epoca micenea, termini attestati nei poemi omerici, la lingua dell'età arcaica, classica, ellenistica, imperiale, bizantina e moderna. Vocaboli di origine italiana, genovese, veneziana, turca, slava, albanese, francese ed inglese.

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