IL FUNERALE DI SARPEDONE IN KAVAFIS



IL FUNERALE DI SARPEDONE

Un altro importante componimento di Kavafis ispirato dall'Iliade è Η ΚΗΔΕΙΑ ΤΟΥ ΣΑΡΠΗΔΟΝΟΣ (I kedhìa tu Sarpidhònos)= Il funerale di Sarpedone (pp. 26-29).
Come è noto dall'Iliade, infatti, Sarpedone era figlio di Zeus e di Laodàmia, figlia di Bellerofonte, ed era il capo dei Lici, popolo alleato di Troia. La vicenda di questo personaggio è molto famosa, dato che, pur essendo figlio di Zeus, viene ucciso in combattimento da Patroclo (XVI). Malgrado la volontà del Dio, che ha meditato di salvare il figlio portandolo via dalla battaglia, Sarpedone deve subire il proprio destino (come Era ricorda al marito XVI vv. 440-457), cosa che lo accomuna tutti gli uomini. Dopo la morte dell'eroe, tra gli Achei ed i Troiani sorse una lotta intorno al corpo che si concluse con il “salvataggio” del cadavere ad opera di Apollo per ordine di Zeus. Dopo che fu lavato, unto di ambrosia e vestito di una veste immortale (XVI vv. 679-680), Sarpedone fu preso dal Sonno e dalla Morte, che lo condussero in Licia.
Ecco come Kavafis fa rivivere a modo suo la vicenda (traduzione dal greco mia):

Βαρυάν οδύνην έχει ο Ζεύς. Τον Σαρπηδόνα
εσκότωσεν ο Πάτροκλος· και τώρα ορμούν
ο Μενοιτιάδης κ' οι Αχαιοί το σώμα
ν'αρπάξουνε και να το εξευτελίσουν.

Un grande dolore ha Zeus. Sarpedone
l'ha ucciso Patroclo. Ed adesso si avventano
il figlio di Menezio e gli Achei
a prender possesso del corpo, a depredarlo.

Αλλά ο Ζεύς διόλου δεν στέργει αυτά.
Το αγαπημένο του παιδί- που το άφισε
και χάθηκεν· ο Νόμος ήταν έτσι-
τουλάχιστον θα το τιμήσει πεθαμένο.
Και στέλνει, ιδού, τον Φοίβο κάτω στην πεδιάδα
ερμηνευμένο πώς το σώμα να νοιασθεί.

Ma a Zeus questa cosa non piace affatto.
Il suo amato figlio, che ha lasciato
e di cui è rimasto privo. Così era il destino!
Almeno lo onorerà da morto.
Ed ecco che manda Febo giù sulla pianura,
dopo che gli era stato spiegato come prendersi cura del corpo.

Του ήρωος τον νεκρό μ'ευλάβεια και με λύπη
σηκώνει ο Φοίβος και τον πάει στο ποταμό.
Τον πλένει από τες σκόνες κι απ' τα αίματα·
κλείει τες φοβερές πληγές, μή αφίνοντας
κανένα ίχνος να φανεί·της αμβροσίας
τ'αρώματα χύνει επάνω του· και με λαμπρά
Ολύμπια φορέματα τον ντύνει.
Τον δέρμα του ασπρίζει· και με μαργαριταρένιο
χτένι χτενίζει τα κατάμαυρα μαλλιά.
Τα ωραία μέλη σχηματίζει και πλαγιάζει.

Dell'eroe il corpo con pietà e sofferenza
solleva Febo e lo porta al fiume.
Lo lava dalla polvere e dal sangue,
gli chiude le spaventose ferite, senza
che ne rimanga alcuna traccia.
Aromi di ambrosia gli versa sopra
e lo veste con abiti splendenti Olimpi.
La sua pelle è bianca e con un pettine
di perla gli pettina i capelli tutti neri.
Dispone le sue membra e lo adagia.

Τώρα σαν νέος μοιάζει βασιλεύς αρματηλάτης-
στα εικοσιπέντε χρόνια του, στα εικοσιέξη-
αναπαυόμενος μετά που εκέρδισε,
μ'άρμα ολόχρυσο και ταχυτάτους ίππους,
σε ξακουστόν αγώνα το βραβείον.

Ora assomiglia ad un giovane re auriga
nei suoi venticinque o ventisei anni,
in riposo, dopo che ha vinto il premio,
con il suo carro d'oro e i rapidissimi
cavalli, in un celebre agone.

Έτσι σαν που τελείωσεν ο Φοίβος
την εντολή του, κάλεσε τους δυό αδελφούς
τον Ύπνο και τον Θανάτο, προστάζοντάς τους
να παν το σώμα στην Λυκία, τον πλούσιο τόπο.

Così non appena che Febo pose fine
alla sua missione, chiamò i due fratelli,
Sonno e Morte, ordinando loro
di portare il corpo in Licia, paese prospero.

Και κατά εκεί τον πλούσιο τόπο, την Λυκία
τούτοι οδοιπόρησαν οι δύο αδελφοί
Ύπνος και Θάνατος, κι όταν πια έφθασαν
στην πόρτα του βασιλικού σπιτιού
παρέδοσαν το δοξασμένο σώμα,
και γύρισαν στες άλλες τους φροντίδες και δουλειές.

E verso quel luogo ricco, la Licia
i due fratelli Sonno e Morte viaggiarono,
e quando ormai giunsero
alla porta della casa reale
consegnarono il corpo glorioso
e tornarono ai loro altri lavori e pensieri.

Κι ως τόλαβαν αυτού, στο σπίτι, αρχίνησε
με συνοδείες, και τιμές, και θρήνους,
και μ' άφθονες σπονδές από ιερούς κρατήρας,
και μ' όλα τα πρεπά η θλιβερή ταφή·
κ' έπειτα έμπειροι απ' την πολιτείαν εργάται,
και φημισμένοι δουλευταί της πέτρας
ήλθανε κ' έκαμαν το μνήμα και την στήλη.

E come lo accolsero là, in casa, iniziarono
con cortei, onori, lamenti funebri,
e libagioni abbondanti da sacri crateri,
e con tutte le cose necessarie, la penosa sepoltura.
Ed in seguito dal paese abili artigiani giunsero,
e famosi lavoratori della pietra
per mettere mano al sepolcro ed alla stele.


L'elemento che differenzia maggiormente Kavafis rispetto al testo omerico è la trasformazione del guerriero, dopo la morte, in un ragazzo nel fiore della sua giovinezza.

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