GRECO ANTICO E GRECO MODERNO: NOTE LINGUISTICHE

NOTE SUL GRECO ANTICO E SUL GRECO MODERNO



Sulla strada di Micene alberata
di eucalyptsus puoi trovare formaggio
di pecora e vino resinato «À la belle
Hélène de Ménélas», un'osteria
che svia il pensiero dal sangue
degli Atridi. La tua reggia, Agamennone,
è covo di briganti sotto il monte
Zara di sasso non scalfito
da radici a strapiombo su burroni
sghembi. I poeti parlano molto
di te, dell'invenzione del delitto
nella tua casa di crisi,
del furore funebre di Elettra,
che nutrì per dieci anni con l'occhio
del sesso il fratello lontano
al matricidio, parlano i diabolici
della logica della regina,
la moglie del soldato assente
Agamennone, mente, spada tradita.
E tu solo ti sei perduto,
Oreste, il tuo viso scomparve senza
maschera d'oro. Ai Leoni della porta,
agli scheletri dell'armonia scenica
rialzati dai filologi delle pietre,
il mio saluto di siculo greco.


Salvatore Quasimodo


Premessa:
In queste pagine non intendo affatto descrivere la grammatica e la sintassi del greco moderno in maniera sistematica. Desidero, piuttosto, fornire alcuni elementi che potranno indurre il lettore ad approfondire in appositi manuali l'argomento.
Intendo brevemente trattare la lingua greca moderna nella sua continuazione di forme antiche, auspicando che un eventuale antichista possa accostarsi a questa lingua, scoprendo in tal modo che quell'enorme patrimonio lessicale della letteratura greca antica non è scomparso nel nulla. Ovviamente, questa scelta potrebbe essere contestata, dal momento che il greco moderno non deve essere studiato, necessariamente, come continuazione dell'illustre lingua antica (se fosse così verrebbe studiato solo a metà e se andassimo, per esempio, ad Atene avremmo sicuramente molti problemi di comprensione!!). In effetti, andrebbero messi in rilievo anche tutti gli aspetti linguistici distanti dalla lingua antica (e sono molti, soprattutto nella sintassi, nei tempi e nelle forme verbali, nelle declinazioni..). Tuttavia, se da subito si mettessero in risalto le innovazioni grammaticali del greco moderno, forse, si potrebbe correre il rischio di creare una certa confusione nella mente di un abituale frequentatore di Omero o di Tucidide. Rimandiamo ai prossimi interventi un eventuale approfondimento degli elemementi linguisticamente distanti dalla lingua antica (che potremmo benissimo chiamare originali). Tuttavia, alla fine di questo intervento abbiamo riportato una poesia in greco moderno dove vengono brevemente indicate alcune peculiarità linguistiche non trattate nelle note linguistiche precedenti e che potranno essere approfondite in seguito.


La differenza principale che deve essere sottolineata è sicuramente la pronuncia diversa. In realtà, va detto che questa pronuncia nei suoi tratti generali non è affatto “moderna”, in quanto molti fenomeni fonetici in essa presenti risalgono almeno all'età ellenistica, mentre altri sono intervenuti in età bizantina (Es. υ >ι). Inoltre, sembra essere un fenomeno dell'età ellenistica la progressiva scomparsa dello spirito aspro e la scomparsa di una distinzione fra vocali brevi e lunghe.

In queste brevi note linguistiche indicheremo tra parentesi la pronuncia quando si discosta dal greco antico.
Per quanto riguarda la pronuncia greca moderna si legga 


L. Paganelli, Italiano-Greco moderno Greco Moderno-Italiano con fraseologia, Milano 1991, pp. X-XII.
Per approfondire la grammatica e la lingua del greco moderno si legga in particolare:


M. A. Triandafillidis, Piccola grammatica neogreca, trad. it., Salonicco 1995.


L. Paganelli, Grammatica del greco Post-Moderno, Bergamo 1998 (grammatica esemplare per chiarezza espositiva e praticità).


L. Paganelli, Italiano-Greco moderno, Greco Moderno-Italiano con fraseologia, Milano 1991 (dizionario pratico e di facile consultazione che presenta in maniera sintetica tavole grammaticali, fraseologia ed una breve introduzione storica del greco moderno).




Si noti:



1) Ιl greco moderno conserva l'articolo determinativo del greco antico con qualche cambiamento:



ARTICOLO DETERMINATIVO

Maschile singolare
Femminile
singolare
Neutro
singolare
Maschile
Plurale
Femminile
Plurale
Neutro
Plurale
N ο
η (i)
το
οι (i)
οι (i)
τα
G του
της (tis)
του
των
των
των
A το(ν)
τη(ν) (ti)n
το
τους
τις
τα
στο(ν)
στη(ν) sti(n)
στο
στους
στις
στα


* Le parentesi indicano la pronuncia, quando si discosta dalla pronuncia antica


* N=Nominativo, G=Genitivo, A=Accusativo


* Il ν si conserva nel greco moderno quando la parola successiva inizia per vocale o consonante momentanea (κ, π, τ, μπ, ντ, γκ, τσ, τζ, ξ, ψ), mentre si perde con consonante continua (γ, β, δ, χ, φ, θ, λ, μ, ν, ρ, σ, ζ);
si conserva, invece, sempre, a prescindere dalla vocale successiva, :


1) Nel genitivo plurale dell'articolo;


2) Nelle congiunzioni αν, όταν, πριν.


3) Negli avverbi: σχεδόν, λοιπόν, προπάντων


4) Nel singolare del pronome personale maschile di terza persona (αυτόν, τον)


* Nella quinta casella dal basso è rappresentato l'articolo determinativo preceduto dalla preposizione di luogo σε+το(ν), σε+τη(ν), etc..


*Come si vede dalla tabella dell'articolo determinativo il singolare dei tre generi ha mantenuto l'originale declinazione della lingua antica. Diverso il caso del femminile plurale: Gr. Antico Ν αἱ. Α τάς.



ARTICOLO INDETERMINATIVO
Maschile
Femminile
Singolare
N ένας
μια
ένα
G ενός
μιας
ενός
A ένα(ν)
μια(ν)
ένα


-Osservando la grafia di tali articoli si nota un cambiamento importante nella scrittura del greco moderno: l'utilizzo di un unico accento (acuto), l'assenza degli spiriti, la mancanza dell'accento nei monosillabi.


*In realtà, si dovrebbe parlare di greco postmoderno, dal momento che con l'introduzione in Grecia nel 1982 della Δημοτικί (Dhimotikì=lingua popolare) come lingua ufficiale dello stato ellenico, e tale introduzione ha comportato appunto l'uso di un solo accento (sistema unitonico di accentazione cf. L. Paganelli, Dizionario Italiano-Greco moderno Greco moderno-Italiano, p. VII) e senza spiriti, si è soliti individuare nella storia del greco una fase postmoderna. Per comodità, tuttavia, noi parleremo sempre di greco moderno.

-Si osservi la conservazione dei tre generi, l'assenza del dativo e del vocativo dell'articolo (anche se la lingua poetica usa talvolta l'antico ω)

2) il greco moderno conserva in diversi casi la flessione dei nomi e degli aggettivi del greco antico.
Ad esempio:


I maschili in -ος continuano il greco antico:

N ο ουρανός ο άνθρωπος
N οι ουρανοί (i uranì)

οι άνθρωποι (i anthropi)
G του ουρανού
του ανθρώπου
G των ουρανών
των ανθρώπων
A τον ουρανό
τον άνθρωπο
A τους ουρανούς
τους ανθρώπους
V ουρανέ άνθρωπε
Vουρανοί(uranì) άνθρωποι(anthropi)




I femminili della prima declinazione antica in -η ed in -α continuano il greco antico al singolare:

N η ψυχή (i psichì)
N οι ψυχές (i psichès)
G της ψυχής (tis psichìs)
G των ψυχών (psichòn)
A την ψυχήν (tin psichìn)
A τις ψυχές (psichès)
V ψυχή (psichì)
V ψυχές (psichès)




* Il plurale in ες sia per N e A, morfologicamente, si discosta dalla forma antica N αι A ας.


Molti sostantivi neutri della terza declinazione antica sono perfettamente conservati:

N το κύμα (kima)/ το σώμα
N τα κύματα / τα σώματα
G του κύματος / του σώματος
G των κυμάτων /των σωμάτων
A το κύμα / το σώμα
A τα κύματα / τα σώματα
V κύμα / σώμα
V κύματα / σώματα


Lo stesso discorso deve essere applicato agli aggettivi:

N καλός
καλή (kalì)
καλό
καλοί (kalì)
καλές
καλά
G καλού
καλής(kalìs)
καλού
καλών
καλών
καλών
Α καλό
καλή (kalì)
καλό
καλούς
καλές
καλά
V καλέ
καλή (kalì)
καλό
καλοί (kalì)
καλές
καλά


Si noti come si sia conservata quasi perfettamente la declinazione dell'antico πολύς-πολλή-πολύ:

N πολύς (polìs) πολλή (polì)
πολύ (polì)
πολλοί (polì)
πολλές
πολλά
G (πολλού) πολλής (polìs)
(πολλού)
πολλών
πολλών
πολλών
A πολύ (polì) πολλή (polì)
πολύ (polì)
πολλούς
πολλές
πολλά


*Si ricordi che nel greco moderno le doppie vengono pronunciate come scempie!


*L'antico μέγας/μεγάλη/μέγα è diventato μεγάλος/μεγάλη/μεγάλο, ma va osservato che la lingua arcaizzante o καθαρεύουσα (Katharèvussa) ricorre ancora alle forme antiche! Si noti che la forma “moderna” è attestata almeno da Porfirio (III-IV d. C.).
Per quanto riguarda il comparativo ed il superlativo va ossevato che si costruisce in due modi:
-Il comparativo può essere formato o facendo precedere l'aggettivo dalla particella πιο o aggiungendo al tema del maschile le desinenze-τερος,-τερη-τερο (forma antica).
-Il superlativo assoluto si forma o con πολύ + aggettivo oppure aggiungendo al tema del maschile le desinenze -τατος -τατη -τατο (forma antica). Il superlativo relativo, invece, si forma facendo precedere l'articolo determinativo alle due forme elencate sopra.

3) I casi del greco antico sono conservati ad eccezione del dativo (presente solo in alcune espressioni cristallizzate).

4) Per quanto riguarda il sistema verbale, che risulta per molti aspetti semplificato rispetto al greco antico, va osservato che la lingua moderna conserva piuttosto bene l'opposizione tra imperfetto ed aoristo. In altri termini, è mantenuta l'antica opposizione durativo-istantaneo. Sono scomparsi: l'ottativo (già in crisi nella koinè), il perfetto antico è sostituito da una forma perifrastica molto simile al passato prossimo italiano, ma soprattutto è scomparso l'infinito (si tratta di un cambiamento che il greco condivide con diverse lingue balcaniche) sostituito in diversi casi da una proposizione con να < να +congiuntivo. Il congiuntivo ed il futuro hanno due rispettive forme: una durativa ed una istantanea. Vediamo a questo punto, a titolo di esempio, come si sono evolute alcune forme del verbo avere e del verbo essere:



Indicativo presente
Imperfetto
Futuro
sono
είμαι (ime)
ήμουν (imun)
θα είμαι
sei
είσαι (isse)
ήσουν (issun)
θα είσαι
è
είναι (ine)
ήταν (itan)
θα είναι
siamo
είμαστε (imaste)
ήσαστε (imaste)
θα είμαστε
siete
είστε (iste)
ήστε (iste)
θα είστε
sono
είναι (ine)
ήταν (itan)
θα είναι




Indicativo presente
Imperfetto
Futuro
ho
έχω
είχα (icha)
θα έχω
hai
έχεις (echis)
είχες (iches)
θα έχεις
ha
έχει (echei)
είχε (iche)
θα έχει
abbiamo
έχουμε
είχαμε (ichame)
θα έχουμε
avete
έχετε (echete)
είχατε (ichate)
θα έχετε
hanno
έχουν (echun)
είχαν (ichan)
θα έχουν

*Si noti che, per quanto riguarda il verbo avere, nel presente indicativo le prime tre persone singolari e la seconda plurale sono identiche al greco antico. All'imperfetto la forma moderna continua, per quanto riguarda l'aumento, la forma antica (si ricordi che l'aumento in -ει non è un'eccezione alla classica regola dell'aumento, dato che si tratta di verbi che in origine iniziavano per σ, Ϝ, σϜ in seguito cadute. L'incontro fra la ε dell'aumento e la ε del verbo si è contratto in ει secondo le regole classiche della contrazione), ma ha desinenze che oscillano tra quelle dell'imperfetto antico e dell'aoristo I classico.

*Per quanto riguarda l'aumento si ricordi che il greco moderno conserva l'aumento, ma è sottoposto ad una rigida regola: se un verbo supera le tre sillabe l'aumento non è presente nel verbo.

*Per quanto riguarda il futuro si noti che la particella θα deriva dall'antico θέλω να. Si ricordi che l'uso del futuro con la koiné viene sostituito, tendenzialmente, da perifrasi col verbo μέλλω e θέλω + infinito. Due tipi di futuro ha il greco moderno: il futuro durativo ed il futuro istantaneo. Il primo si forma, in pratica, con θα e l'indicativo presente del verbo, mentre il secondo con θα + il tema dell'aoristo:
-Indicativo presente αγαπάω

-Indicativo aoristo αγάπησα (agapissa)

-Futuro istantaneo θα αγαπήσω (agapisso)

-Futuro durativo θα αγαπάω

*Il congiuntivo del verbo essere-avere ha solo una forma durativa-istantanea ed è formato dalla particella να + l'indicativo presente del verbo (να έχω, να έχεις, να έχει...να είμαι, να είσαι, να είναι....). Per tutti i verbi greci il congiuntivo durativo si forma in questo modo, mentre il congiuntivo istantaneo si forma, in pratica, con να + il futuro istantaneo senza θα:
Futuro istantaneo θα αγαπήσω
Congiuntivo istantaneo να αγαπήσω.


5) a livello di lessico il greco moderno riflette piuttosto bene la lunga e complessa storia di questa lingua indoeuropea. Permangono, infatti, vocaboli antichi che sono rimasti inalterati semanticamente nel corso dei secoli (ad esempio il vocabolo θάλασσα è utilizzato ancora oggi con lo stesso significato del greco antico), vocaboli di origine antica dal significato “moderno” (si pensi al significato del greco moderno δήμος (dhimos)=comune, municipio), vocaboli di origine ellenistica, imperiale, bizantina e medievale. A questa già complessa stratificazione lessicale si aggiungano i prestiti provenienti dal genovese, dal veneziano, dal turco, dalle lingue slave, dall'albanese, dall'inglese e dal francese.
In conclusione di queste brevi note sulla lingua greca moderna possiamo affermare che essa dovrebbe essere studiata, almeno nei fondamenti, da ogni grecista, dal momento che essa è figlia diretta dell'illustre lingua antica ed è altrettanto illustre per bellezza, complessità e per i risultati letterari raggiunti dagli scrittori greci moderni (Kazantzakis, Elytis, Seferis, Kavafis, Ritsos..)

La lingua greca non finisce con Sofocle, Omero e Platone, ma continua ancora oggi ad evolversi e ad essere parlata non solo in Grecia, ma in tutto il mondo dove esistono comunità elleniche.


Sarebbe auspicabile se già a partire dal liceo gli studenti potessero entrare in contatto con questa realtà linguistica, non tanto perchè siano in grado di saper ordinare correttamente un caffè in Grecia o perchè possano leggere correttamente un cartello stradale greco (cosa che tornerebbe comunque utile per un viaggio in terra greca..), piuttosto perchè sappiano che quella lingua, che tanto disperatamente cercano di apprendere, non è svanita misteriosamente, non è un monumento archeologico, bensì un fenomeno vivo ed incredibilmente giovane (se sapessero che in greco vengono cantate canzoni rock, scritti articoli di sport...).


Voglio a questo punto riportare un testo poetico di Costantino Kavafis (1863-1933) tradotto da me e brevemente commentato linguisticamente (leggetelo pure nella pronuncia classica, se preferite, ma non dimenticate di imparare quella moderna!!):


ΕΠΙΘΥΜΙΕΣ


Σαν σώματα ωραία νεκρών που δεν εγέρασαν
και τάκλεισαν, με δάκρυα, σε μαυσωλείο λαμπρό,
με ρόδα στο κεφάλι και στα πόδια γιασεμιά-
έτσι η επιθυμίες μοιάζουν που επέρασαν
χωρίς να εκπληρωθούν·χωρίς ν'αξιωθεί καμιά
της ηδονής μια νύχτα, ή ένα πρωί της φεγγερό.


Epithimìes
san somata orèa nekròn pu dhen eièrassan
ke tàklissan me dhàkria se mafsolìo lambrò
me ròdha sto kefàli ke sta pòdhia iasemià
etsi i epithimìes miàzun pu epèrassan
chorìs na ekplirothùn chorìs n'axiothì kamià
tis idhonìs mia nìchta, i ena proì tis fengherò.


DESIDERI
Come corpi belli di morti che non sono invecchiati
e li hanno chiusi con lacrime, in un mausoleo splendente,
con rose al capo ed ai piedi gelsomini,
così sembrano i desideri che sono passati
senza essere giunti al compimento,
senza che sia stata concessa nessuna notte di piacere
o senza un suo mattino luminoso.


Come prima cosa va detto che il testo originale, ovviamente, è stato composto secondo la grafia arcaicizzante con spiriti ed i vari tipi di accento del greco antico. Io ho convertito il testo secondo le regole attuali di scrittura del greco moderno.

v.1 σαν esprime qui un paragone ed è in correlazione con έτσι (v.4), ma può anche introdurre come congiunzione proposizioni temporali, causali ed ipotetiche.
-si veda la parola σώματα perfettamente conservata dal greco moderno.
-που si tratta del pronome relativo indeclinabile (cf. v. 4) molto usato in greco. Non va confuso con l'avverbio di luogo. Per evitare confusioni l'avverbio porta l'accento, pur trattandosi di un monosillabo.
-δεν (dhen) < οδέν l'uso di οδέν come negazione è attestato a partire dai papiri egiziani di età imperiale.
-εγέρασαν aoristo di γερνώ (iernò). Si noti il purismo dell'aumento, mantenuto malgrado la legge del trisillabismo.
v.2 τάκλεισαν (taklisan) crasi <τα έκλεισαν Si noti che τα non è articolo! Si tratta della forma atona del pronome dimostrativo (usato anche come personale) αυτά ecco la declinazione completa:

SINGOLARE + FORME ATONE
N
αυτός (aftòs)
αυτή (aftì)
αυτό
(aftò)
τος
τη (ti)
το
G
αυτού (aftù)
αυτής (aftìs)
αυτού
aftù)
του
της (tis)
του
A
αυτόν (aftòn)
αυτή (aftìs)
αυτό
(aftò)
τον
τη(ν) (tin)
το
PLURALE + FORME ATONE
N
αυτοί (aftì)
αυτές
αυτά
τοι
τες
τα
G
αυτών
αυτών
αυτών
τους
τους
τους
A
αυτούς
αυτές
αυτά
τους
τις (τες)
τα


*Le forme atone (collocate nelle ultime tre colonne da destra) ci ricordano, in un certo senso, l'uso omerico. In Omero, infatti, l'articolo non esisteva ancora in quanto tale, ma aveva, sostanzialmente, valore di pronome dimostrativo e queste forme atone assomigliano molto all'articolo!


Es.
Το σπίτι μου =La mia casa
Το σπίτι τους=La casa loro
Το σπίτι της= La casa sua, la casa di lei.
Την αγαπάω=La amo


-με< μετά ha valore strumentale. Si noti che le preposizioni del greco moderno si costruiscono abitualmente con l'accusativo! Se reggono il genitivo si tratta di arcaismi.
-δάκρυα (dhacria) è neutro plurale accusativo di δάκρυ già attestato da Omero!
-σε è qui preposizione di luogo.
v.3 στα< σε +τα στο< σε +το
-κεφάλι si tratta di un accusativo neutro singolare di κεφάλι (=testa sia di persone che di animali). Deriva dall'antico κεφάλιον diminutivo di κεφαλή (vocabolo ancora esistente ma usato con una forte valenza metaforica. Può significare anche: capo nel senso di guida, nel senso di testa di un corteo, nel senso di capocchia, nel senso di testa di una colonna militare..). In greco moderno diverse parole derivano da antichi diminutivi e sono neutri:
Es.
παιδί (pedhì) (bambino)< παιδίον<πας
μάτι (occhio)<μμάτιον<μμα
πόδι (podhi) (pl. πόδια cf. v.3)<πόδιον lett. piedino <πούς
v.4 η=οι (forma attuale N pl. articolo determinativo femminale). Si noti che in entrambe le scritture la pronuncia risulta invariata (i)! Questo probabilmente è uno dei problemi più seri del greco moderno, dal momento che adopera una grafia che non è coerente con la pronuncia. In sostanza, il suono i può corrispondere ai seguenti gruppi di lettere:ι, η, οι, ει,υ,υι!
-επιθυμίες (epithimìes)= gr. antico πιθυμίαι
-επέρασαν si tratta di un aoristo terza persona plurale di περνώ gr. antico περάω.
v.5 χωρίς να εκπληρωθούν (chorìs na ekplirothùn) si tratta di una costruzione con χωρίς congiunzione con il congiuntivo istantaneo passivo (cf. il successivo).
Χωρίς è anche preposizione che regge l'accusativo.
La lingua arcaizzante adopera ancora άνευ (anef)+genitivo
Es. άνευ λόγου=senza motivo.
v.6 ή si tratta dell'antica congiunzione disgiuntiva. Porta l'accento per distinguersi dall'articolo femminile. A causa dell'itacismo, però, si pronuncia allo stesso modo (i)!
πρωί vocabolo greco antichissimo risalente almeno ai poemi omerici nella forma avverbiale “di mattina; per tempo”. Risulta attestato come sostantivo neutro nella traduzione della Bibbia dei Settanta e nel Nuovo Testamento. 
Nel greco moderno πρωί ha valore di sostantivo ed indica la mattina. Το πρωινό è la prima colazione.

Commenti

  1. vorrei capire meglio in quali casi si usa l'aoristo

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